Fico d’india – Tipico del mediterraneo

Fico d’india – Tipico del mediterraneo

UN FRUTTO RICCO DI PROPRIETÁ

Il fico d’india porta con sé la vera identità della cultura siciliana. Trattasi di uno dei prodotti tipici della nostra terra che ne determina un segno distintivo della vegetazione selvaggia: tra le rocce del lungomare catanese o sull’Etna, la pianta, con le sue pale, sorge dappertutto.
Sono entrati a far parte dell’incantevole panorama siciliano, sia per la bellezza e sia per il loro sapore prelibato e, oggi, danno il colore tipico della vegetazione litorale.
Ogni parte del fico d’india è commestibile. Nell’antichità, le pale, che non avevano mai fiorito, venivano utilizzate come antibiotico naturale per curare la malaria, il mal di gola e la febbre. Erano utili per l’alimentazione animale e, se fatte seccare, per accendere il fuoco.
DonnAssunta tenta di racchiudere tutto il gusto del fico d’india nella sua confettura extra, lasciando intatto il suo dolcissimo sapore originale.

DALLE ORIGINI AD OGGI

Le origini del fico d’india vanno ricercate nel XVI secolo, quando venne importato dall’America centro-meridionale fino alle pendici dell’Etna, riuscendo ad ambientarsi e ad evolversi fino ai giorni nostri. Il nome, infatti, venne dato da Cristoforo Colombo, che credeva di aver gettato le ancore nelle Indie.
La pianta arrivò in Europa verso la metà del 1500 con le invasioni spagnole verso il nuovo mondo e coltivata nelle regioni mediterranee dato l’ottimo clima mite, fondamentale per la sua crescita.
Il fico d’india, infatti, possiede una notevole resistenza, che gli ha permesso di ambientarsi velocemente e di crescere anche in suoli aridi e vulcanici. Proprio tale caratteristica ha fatto si che il frutto venisse visto dai nobili come un alimento dei poveri e non d’élite, lasciando che venisse consumato solo dalla popolazione meno abbiente.
Questa pianta rivoluzionò tutti i canoni vegetativi conosciuti all’epoca: infatti ha un tronco che non è tale, foglie che non sono foglie, spine che invece sono foglie, ed è praticamente eterno.

I MILLE USI

I fichi d’india sono ricchissimi di vitamine (soprattutto vitamina C) e minerali, potassio, calcio e carotenoidi. Sono invece poveri di sodio e, quindi, adatti in tutti quei casi in cui è richiesta una maggiore diuresi come l’ipertensione, i calcoli renali o la ritenzione idrica.
Inoltre, sono ricchissimi di acqua e di fibre, tanto da essere consigliati, all’interno di una dieta controllata, ad un diabetico. Eliminano le scorie, puliscono i reni, riducendo il rischio di calcoli renali ed eliminando quelli già presenti di piccole dimensioni.
Fra gli innumerevoli benefici che apportano, ricordiamo che, contenendo molti sali minerali, sono antiossidanti, poco calorici e quindi utili per aiutare il controllo del peso, anche grazie alle fibre presenti, che conferiscono un senso di sazietà, riducendo l’assimilazione di zuccheri e grassi e aiutando a controllare l’iperglicemia e l’obesità. 
Grazie alla sua dolcezza, il frutto del fico d’india è, spesso, usato come ingrediente principale di marmellate e confetture. DonnAssunta consiglia l’utilizzo spalmandolo sul pane, per una colazione alternativa o, accompagnato a dei formaggi, per un antipasto sfizioso.DALLA

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